L’Internettuale newsletter

L’Internettuale newsletter

L’èra post-computazionale

Dalla legge di Moore alla crisi Intel: errori strategici, AI, chip specializzati e computazione quantistica ridisegnano il futuro tra limiti fisici, geopolitica e nuovi equilibri industriali

Avatar di Mangla
Mangla
mag 11, 2026
∙ A pagamento

La stanza dei transistor

Ogni storia tecnologica comincia in una stanza precisa. Scrivanie metalliche, luce al neon, uomini convinti di stare soltanto risolvendo un problema tecnico mentre modificano l’ordine del mondo.
Tra questi uomini c’era Gordon Moore, chimico nato nel 1929, morto nel 2023, autore di un’osservazione destinata a diventare profezia: il numero di transistor in un chip raddoppia circa ogni due anni. La capacità di calcolo cresce, i costi scendono, il futuro accelera.
Moore apparteneva ai “traitorous eight”, gli otto ingegneri che alla fine degli anni Cinquanta lasciarono William Shockley — geniale inventore del transistor e figura dominata da un narcisismo quasi mitologico — per fondare Fairchild Semiconductor. In quegli uffici nacque la produzione industriale dei chip. Poco dopo, insieme a Bob Noyce, Moore fondò Intel.

I “traitorous eight” negli uffici di Fairchild. Moore è il primo da sinistra. In primo piano Bob Noyce, il “padre” del microchip

Il 1968 vide studenti occupare università e sognare rivoluzioni culturali. Nello stesso anno Intel iniziò una rivoluzione silenziosa e permanente. In cinquantasei anni l’azienda costruì il mercato dell’informatica di massa, miniaturizzando i transistor e prolungando per decenni la validità della legge di Moore. I computer diventarono economici, portatili, inevitabili.
Oggi Intel attraversa una crisi profonda. Errori manageriali spiegano una parte della vicenda. Il resto riguarda lo stato stesso della computazione.

Il momento in cui il futuro bussò alla porta

A metà anni Duemila, in un ufficio della Silicon Valley, Steve Jobs propose a Intel di produrre i chip per un nuovo dispositivo: l’iPhone.
Il CEO Paul Otellini rifiutò.
L’operazione sembrava poco redditizia.
Quasi due miliardi e mezzo di iPhone venduti dopo, quel rifiuto continua a risuonare nei corridoi di Santa Clara come una coincidenza fatale, uno di quei gesti minimi che separano dominio e declino.

Lo smartphone ridusse il peso del PC, cuore storico del mercato Intel, e ridefinì l’intero ecosistema computazionale. Le piattaforme digitali e il cloud computing crebbero attorno a quel dispositivo tascabile. Il centro di gravità si spostò altrove.
L’architettura x86, per anni standard assoluto, iniziò a perdere terreno. I giganti del mobile e del cloud esplorarono alternative basate sulle architetture ARM. Parallelamente maturò la separazione industriale tra progettazione e produzione: aziende fabless come Nvidia da una parte, foundry come TSMC dall’altra.

Intel rimase fedele al modello integrato IDM, progettando e producendo insieme. Una scelta che la costrinse a combattere simultaneamente contro specialisti concentrati su una sola fase.
Poi arrivò l’intelligenza artificiale. Il calcolo parallelo privilegiò le GPU, terreno su cui Nvidia possedeva un vantaggio accumulato negli anni, anche grazie alla decisione di Intel di non investire in quella direzione.
La crisi rimase nascosta a lungo. Negli ultimi mesi è diventata visibile.

Il CEO Pat Gelsinger tenta oggi un salvataggio complesso: sviluppare capacità manifatturiere per terzi, sul modello TSMC, generando flussi finanziari capaci di sostenere la ricerca avanzata. Washington osserva con attenzione. Il CHIPS and Science Act e le commesse militari trasformano Intel in un asset strategico della sicurezza tecnologica americana. Un eventuale collasso colpirebbe direttamente le ambizioni industriali degli Stati Uniti.

La velocità che divora i propri creatori

La storia di Intel mostra la rapidità con cui un cambio di paradigma può travolgere anche chi ha costruito il paradigma precedente. Ogni leader tecnologico vive dentro una finestra temporale fragile.
La computazione contemporanea si organizza attorno a due poli:

Continua a leggere con una prova gratuita di 7 giorni

Iscriviti a L’Internettuale newsletter per continuare a leggere questo post e ottenere 7 giorni di accesso gratuito agli archivi completi dei post.

Già abbonato a pagamento? Accedi
© 2026 Mangla (Luigi Manglaviti) · Privacy ∙ Condizioni ∙ Notifica di raccolta
Inizia il tuo SubstackScarica l'app
Substack è la casa della grande cultura